In aumento le famiglie in condizioni di povertà

Nel 2017 sono state, secondo Istat, 1 milione e 582mila le famiglie e 4 mln e 598 mila le singole persone che vivono in condizione di povertà assoluta nel nostro paese, ovvero quelle persone che si trovano in una condizione tale per cui sostengono ” una spesa mensile per consumi pari o inferiore” al “valore monetario, a prezzi correnti, del paniere di beni e servizi considerati essenziali per ciascuna famiglia, definita in base all’età dei componenti, alla ripartizione geografica e alla tipologia del comune di residenza”. Si tratta del numero più alto raggiunto dal 2005.

Mentre l’andamento del dato, negli ultimi tre anni, è stabile se si prendono in considerazione le famiglie, c’è stata invece una crescita se si prendono in esame i numeri di singole persone, crescita che però non è eccessiva, mantenendosi su un 7,6% della popolazione residente nel 2015, 6,8% nel 2014 e 7,3% nel 2013; di sicuro, si può notare come il leggero calo del 2014 è stato seguito da un forte rialzo nell’anno scorso. Questo aumento delle condizioni di povertà, è stato registrato prevalentemente nelle famiglie di quattro componenti, passate dal 6,7 al 9,5% del totale; molto alto e in crescita anche il dato sugli stranieri facenti parte della categoria, aumentati dal 23,4 al 28,3%.

Aumenta inoltre l’incidenza che la povertà assoluta ha nel nord Italia, dove in termini di famiglie si passa dal 4,2 al 5% e, considerando invece i singoli, dal 5,7 al 6,7%; l’aumento è trainato soprattutto dalle famiglie di soli stranieri, che passano dal 24 al 32,1%. In crescita anche il fenomeno all’interno delle aree metropolitane: qui, l’incidenza aumenta da 5,3 del 2014 a 7,2%.

Il Ministro dell’Economia e delle Finanze Padoan ha dichiarato che “il governo è impegnato a migliorare le condizioni di vita dei cittadini” riducendo la pressione fiscale e cercando di creare occupazione, che “è il primo strumento di contrasto delle diseguaglianze”. Il presidente dell’Inps Tito Boeri si è invece espresso dichiarando che “l’Italia deve dotarsi degli stessi strumenti di contrasto alla povertà che esistono negli altri paesi europei, purtroppo le misure prese finora sono ancora parziali e limitate”.